Per il tempo Quaresimale che stiamo vivendo, vorremmo
proporre una riflessione su come ci rapportiamo agli altri, quando
riusciamo ad entrare in relazione e che cosa offriamo ai fratelli e
alle sorelle in termini non solo economici, ma di cura, di
vicinanza, di sostegno, di tempo dedicato.
In un mondo sempre più distratto e lontano dalle persone, le
esigenze di fraternità e comunità si fanno sentire a tutti i livelli
sociali e trovano le persone svantaggiate ancora più in difficoltà.
Ci chiediamo come stiamo usando i nostri beni, materiali e non,
se riusciamo a lanciare un salvagente a chi è in balia di problemi
economici, di rapporti, di solitudine, di emarginazione.
A questo proposito ci vengono in aiuto le parole dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini:
“Non bastano le risorse economiche della comunità a costruire il buon
vicinato, anche se tutti devono rendersi conto che anche il contributo
economico è determinante…”
“… vorrei proporre a tutti la regola delle decime. È una pratica buona
molto antica, attestata anche nella Bibbia, un modo per ringraziare del
bene ricevuto, un modo per dire il senso di appartenenza e di condivisione
della vita della comunità.
La regola delle decime invita a mettere a disposizione della comunità in
cui si vive la decima parte di quanto ciascuno dispone.
Ogni dieci parole che dici, ogni dieci discorsi che fai, dedica al vicino di
casa una parola amica, una parola di speranza e di incoraggiamento.
Se sei uno studente o un insegnante, ogni dieci ore dedicate allo studio,
dedica un’ora a chi fa fatica a studiare.
Se sei un ragazzo che ha tempo per praticare sport e divertirsi, ogni dieci
ore di gioco, dedica un’ora a chi non può giocare, perché è un ragazzo
come te, ma troppo solo, troppo malato.
Se sei un cuoco affermato o una casalinga apprezzata per le tue ricette e
per i tuoi dolci, ogni dieci torte preparate per casa tua, dedica una torta a
chi non ha nessuno che si ricordi del suo compleanno.
Se tra gli impegni di lavoro e il tempo degli impegni irrinunciabili, disponi
di tempo, ogni dieci ore di tempo libero, metti un’ora a disposizione della
comunità, per un’opera comune, per un’iniziativa di bene: dai tempo al
bene del vivere insieme, nelle emergenze e nelle feste, nel servizio alle
persone e nella cura dell’ambiente…”
Per soffermarci su questo tema anche durante le celebrazioni,
abbiamo pensato di non fare la raccolta delle offerte durante le
Messe di Quaresima (chi vorrà potrà comunque lasciare
un’offerta nell’anfora predisposta), ma di concentrarci
individualmente, nel momento dei doni da presentare all’altare,
su quale “decima” noi possiamo offrire agli altri, che cosa di
nostro possiamo attivamente mettere a disposizione della comunità.
Gruppo liturgico
dFrancesco, Paolo, Antonio