Ripartire

“Ogni guerra nasce da una ingiustizia, sempre. Perché c’è lo schema di guerra. Non c’è lo schema di pace. Per esempio fare investimenti per comprare le armi. Dicono: ma ne abbiamo bisogno per difenderci. Questo è lo schema di guerra. Quando è finita la Seconda Guerra Mondiale tutti hanno respirato il “mai la guerra” e la pace.  È cominciata una ondata di lavoro per la pace anche con la buona volontà di non dare le armi, le armi atomiche in quel momento, per la pace, dopo Hiroshima e Nagasaki. Era una grande buona volontà.
Settanta anni dopo abbiamo dimenticato tutto questo. E così lo schema della guerra si impone. C’erano tante speranze nel lavoro delle Nazioni Unite allora. Ma lo schema della guerra si è imposto un’altra volta. Noi non possiamo pensare un altro schema, non siamo più abituati a pensare allo schema della pace. Ci sono stati dei grandi come Ghandi e altri che io menziono alla fine dell’enciclica Fratelli tutti che hanno scommesso sullo schema della pace. Ma noi siamo testardi come umanità. Siamo innamorati delle guerre, dello spirito di Caino. Non per caso, all’inizio della Bibbia c’è questo problema: lo spirito “cainista” di uccidere invece dello spirito di pace. Padre non si può! Vi dico una cosa personale: quando sono stato nel 2014 a Redipuglia e ho visto i nomi dei ragazzi, ho pianto. Davvero ho pianto per amarezza. Poi, uno o due anni dopo, per il giorno dei defunti sono andato a celebrare ad Anzio e ho visto i nomi dei ragazzi caduti lì. Tutti giovani, e anche lì ho pianto. Davvero. Bisogna piangere sulle tombe. C’è una cosa che io rispetto perché c’è un problema politico. Quando c’è stata la commemorazione dello sbarco in Normandia i capi di governo si sono riuniti per commemorarlo. Ma non ricordo che qualcuno ha parlato dei 30 mila ragazzi giovani rimasti sulle spiagge. La gioventù non importa. Questo fa pensare a me. Sono addolorato. Non impariamo. Che il Signore abbia pietà di noi, di tutti noi. Tutti siamo colpevoli!”
(papa Francesco, 3 aprile 2022)

Un piccolo invito,
per grandi e piccoli,
oggi, venerdì 8 aprile,
alle 18.30 in chiesa a Gaiano:
un tempo per stare davanti al Signore,
per ascoltare la sua Parola,
per pregare per il nostro mondo,
per chiedere perdono
e ripartire nuovi,
attirati dalla Pasqua.
Tutti attesi e chiamati da Lui!

Potrebbe farci bene,
in questi giorni davanti alla Croce del Signore,
rileggere la Lettera ai cappellani militari
di don Lorenzo Milani:
https://www.donlorenzomilani.it/lobbedienza-non-e-piu-una-virtu-2
Parole che hanno più di 50 anni,
eppure straordinariamente attuali.

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